Sua Ecc. Rev.ma Mons Alberto Gori OFM

Vocations “come and follow me”

Custode Di Terra Santa (22.02.1937-21.11.1949) Della Provincia di S. Bonaventura in Toscana (Inizio del suo governo; 08.04.1937)

Il Patriarca Mons. Alberto Gori è nato a S. Piero Agliana in Provincia di Pistoia il 9 Febbraio 1889. Dopo d’aver indossato l’abito serafico nella Provincia di S. Bonaventura in Toscana il 26 settembre 1907 ed emessa la professione semplice e solenne, rispettivamente il 27 settembre 1908 e il 14 Gennaio 1911, fu ordinato sacerdote il 19 luglio 1914 a S. Miniato al Tedesco (Firenze). ?Nel 1916 fu arruolato nell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale e nel gennaio del 1919 fu inviato in Palestina, dove volle restare per servire la Custodia di Terra Santa. I Superiori lo destinarono prima al S. Sepolcro in Gerusalemme e poi, in qualità di vice Direttore, al collegio di Aleppo in Siria (1922). L’anno seguente fu nominato Direttore rimanendo in questa carica per 14 anni durante i quali, oltre a provvedere al buon andamento del collegio, pensò soprattutto a rendere maggiormente efficiente l’apostolato scolastico e culturale della Custodia in Aleppo. A questo fine consigliò il Ven. Discretorio di Terra Santa a voler costruire un altro collegio in un quartiere cristiano della città, perché il quartiere di Scibeni, dove esso si trovava, era stato abbandonato da quasi tutti i fedeli, i quali temevano di mandarvi i loro figli.

Dopo un lungo carteggio tra lui e il P. Custode di allora, questi in data del 27 luglio 1930 lo autorizzò ad acquistare un terreno in Aleppo, dove credesse più opportuno, ed il P. Gori lo comprò subito. Intanto, dovendo abbandonare il Collegio di Scibeni, prese in affitto una grande casa nel quartiere dei Cristiani in Azizie e la adibì a scuola riuscendo ad accogliervi 400 allievi. Un anno dopo la sua elezione a Custode di T.S., egli decise insieme col Discretorio di costruire un nuovo e grande collegio in Aleppo (23 giugno 1938). La costruzione però non potè essere effettuata se non dopo la seconda guerra mondiale.

Il P. A. Gori, avuta comunicazione della sua elezione a Custode di T.S. da parte del Definitorio Generale dell’Ordine, avvenuta il 22 febbraio 1937, e della conferma da parte della S. Congregazione di Propaganda Fide, fece il suo solenne ingresso a Gerusalemme l’8 aprile dello stesso anno, prendendo poi possesso del S. Sepolcro l’11 dello stesso mese. Egli succedeva al Rev.mo P. N. Jacopozzi nel governo della Custodia.? Egli resse la Custodia in tempi assai difficili a causa dei torbidi palestinesi durante gli anni 1937-1939, della seconda guerra mondiale e infine della guerra arabo-ebraica del 1948 originata dalla spartizione della Palestina. Durante la seconda guerra mondiale, egli seppe ben destreggiarsi con le Autorità inglesi, che avevano il mandato sulla Palestina, in modo da non porgere loro alcun motivo di sospetto, tanto che gl’Inglesi non pensarono nè ad internarlo nè ad allontanarlo dall’Oriente, come fecero con altre Autorità ecclesiastiche in altre terre. Anzi il P. Custode riuscì persino ad intendersi con alcuni di loro per procurare per via legale quanto era necessario alla sussistenza della Custodia. Egli fu anche di continuo alle prese con lo scarso personale rimasto libero, perché tutti i Religiosi italiani e tedeschi furono internati per tre anni di seguito ed oltre. Ma con la grazia di Dio provvide sempre ai posti lasciati vuoti dagli internati.?Il peggio fu quando nel 1948 in Palestina scoppiò la guerra tra Arabi ed Ebrei, perché egli stesso veniva a trovarsi in mezzo al fuoco nel convento di S. Salvatore che fu colpito e danneggiato in vari punti. Da buon soldato, egli rimase al suo posto per sostegno e conforto dei suoi sudditi e, nello stesso tempo, mise in salvaguardia i più deboli, gli studenti chierici e gli orfani, che furono inviati a Gerico e a Betlemme, lontano dal fuoco e dal pericolo.? Quando la fiumana dei rifugiati si riversò dentro le mura della Vecchia Città, egli non esitò molto sul da farsi, ma ordinò al direttore della Casa Nova, al Superiore del convento della Flagellazione e al P. Parroco di dar ricovero a quanti avessero bisogno. Così pure fece a Betlemme e a Nazaret. Sicché la metà del Convento della Flagellazione e tutte le Case Nove e le case di T.S. furono subito occupate dai profughi.? Dopo la guerra palestinese il suo lavoro fu difficile e snervante a causa delle lunghe e, alle volte, sterili pratiche imposte dai governi per il passaggio dei religiosi da una all’altra parte delle frontiere create dalla tregua tra i due belligeranti. Inoltre egli provvide alla riparazione dei molti conventi danneggiati dalla guerra (p.e., Tiberiade, Mugeidel, Acri, Cenacolo, Collegio di T.S. in Gerusalemme Nuova e S. Salvatore).?Il suo modo d’agire prudente e saggio fu molto stimato dalle Autorità Ecclesiastiche. Infatti in Aprile del 1943, egli fu confermato per un secondo sessennio nel governo della Custodia per ordine della S. Sede comunicato, tramite la Delegazione Apostolica di Gerusalemme, dal Card. Maglione, Segretario di Stato di S. Santità, dopo i soliti accordi presi con la Curia Generalizia dell’Ordine.? Quasi subito dopo anche il nostro P. Ministro Generale espresse la sua soddisfazione nominandolo Delegato Generale per la Custodia, con facoltà speciali e straordinarie, delle quali il P. Custode ebbe a servirsi in parecchie occasioni (12 Luglio 1943). ?Terminata la seconda guerra mondiale, durante la quale il Collegio Serafico di Emmaus andò spegnendosi a poco a poco, il P. Custode cominciò ad interessarsi alla apertura e rifioritura del collegio serafico, ma con criteri più vasti e più corrispondenti alle nuove necessità. Infatti il primo Agosto 1947 decise di accettare un Convento (già collegio serafico) offerto dalla Provincia Toscana, per riaprirvi un collegio serafico per gli aspiranti europei desiderosi di far parte della Custodia (collegio di S. Cerbone presso Lucca).

Per gli aspiranti orientali, che non potevano essere condotti ad Emmaus a causa dei torbidi di Palestina, aprì un nuovo collegio serafico in Araya sopra Beirut (Ott.-Nov. 1948). In questo stesso anno acquistò un palazzo al IV Miglio Appio presso Roma per istituirvi un collegio serafico internazionale di T.S.?
- Vivendo e lavorando in Oriente e in mezzo ai riti orientali il P. Custode volle, nella misura del possibile, aiutare le Chiese Orientali e favorire l’unione delle Chiese. Introdusse volentieri nella Custodia l’uso della celebrazione dell’ottavario di preghiere per l’unità delle Chiese in collaborazione coi riti orientali (22 Dic. 1938), cedette umilmente e prontamente le missioni di T.S. in Kessab e Baghgiaghaz agli Armeni per ordine espresso della S. Sede (1946), fondò l’Opera copta in Egitto che in pochi anni si sviluppò molto (1947-1949), e in fine aiutò con sussidi pecuniari alcune comunità orientali bisognose di aiuto e molti fedeli di rito orientale.

Sono tante le benemerenze del P. Custode A. Gori nella Custodia che sarebbe alquanto lungo descriverle tutte.???


S. Beatitudine Mons. Alberto Gori ofm, Patriarca di Gerusalemme e sue realizzazioni



? Il P. Custode, P. Alberto Gori, chiamato a Roma nel Novembre del 1949, vi fu ufficialmente proclamato Patriarca Latino di Gerusalemme. La sua consacrazione episcopale fu conferita dal Card. E. Tisserant, assistito dalle loro Ecc.ze Rev.me Mons. L. Traglia Vicegerente del Vicariato dell’Urbe e Mons. I. Nuti ofm. nella Basilica Minore di S. Antonio di Padova in Via Merulana, il 27 dicembre 1949.?Il 18 febbraio 1950, tornando dall’Italia, egli fece il suo primo solenne ingresso a Gerusalemme, acclamato da tutto il popolo. Per questa occasione il Maestro Agostino Lama, Organista del S. Sepolcro, compose in suo onore il canto "Confortare et esto robustus" (Cfr. La Terra Santa, (1950), anno XXV, Aprile, le prime pagine e pp. 119-121).

Il nuovo Patriarca capì subito la necessità di fare presto la visita pastorale per mettersi in contatto coi suoi fedeli e per rendersi conto dei loro bisogni spirituali e temporali. Fu dappertutto ricevuto con solennità ed entusiasmo. A visita terminata, egli cominciò, per così dire, a restaurare il Patriarcato, sollevando lo stato economico del clero patriarcale, fondando chiese, canoniche per i preti, residenze per le Suore dei Rosario a servizio del Patriarcato, e soprattutto prendendo a cuore l’ampliamento del Seminario Patriarcale in Beit Giala, per provvedere alle crescenti necessità delle parrocchie latine e delle nuove missioni.

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