Rev.mo padre Maurillio Sacchi OFM

Vocations “come and follow me”

Custode Di Terra Santa (17.05.1974 - 04.11.1980)

della Provincia di S. Bonaventura in Piemonte

(Inizio del suo governo: 28.05.1974)


Il P. Maurilio Sacchi è nato a Torino il 7 settembre 1918 da Enrico e Francesca Ricca. Terminati gli studi elementari e volendo farsi francescano si recò nel Collegio Serafico di Saluzzo (Cuneo) e poi in quello di Casal Monferrato per seguirvi gli studi ginnasiali (1931-36) Prima dell’ultimo anno del Ginnasio ha fatto il Noviziato a Belmonte, al termine del quale ha emesso la professione dei voti semplici (1935) e cinque anni più tardi quella dei voti solenni nella Provincia di S. Bonaventura in Piemonte.

Compiuti gli studi filosofici a Casal Monferrato e quelli teologici nel convento di S. Antonio a Torino negli anni 1936-39 e 1939-40, e ordinato sacerdote nel 1942, gli è stata offerta dal suo Provinciale l’ambita occasione di fare gli studi superiori nel Pontificio Ateneo Antoniano di Roma, ma egli, pur ringraziandolo, non ha aderito alla proposta.

Quasi un anno dopo l’ordinazione sacerdotale è stato designato Vice Parroco della Parrocchia Madonna degli Angeli a Torino (1943), nel quale ufficio è rimasto sino all’anno 1947, disimpegnando nello stesso tempo anche l’ufficio di Insegnante di Religione nel Liceo Massimo d’Azeglio e nell’Istituto Offidani di Torino.

L’8 Maggio 1947 è venuto in Oriente per prestare servizio nella Custodia di T.S., dove, dopo aver fatto il servizio di sei mesi nel SS. Sepolcro, è stato destinato al Convento di Betlemme e per qualche tempo ha diretto il Collegio di T.S. nella stessa cittadina (1947-1950). P. Felicissimo M. Tinivella, provinciale e già suo professore di filosofia, nel presentarlo alla Custodia lo definisce di "Indole buona, maneggevole, allegra… È di intelligenza superiore alla media e duttile così da potersi adattare con facilità".

Dal 1950 fino a oggi gli sono stati affidati molti incarichi e uffici: Lettore di Storia ecclesiastica, Storia dell’Ordine, Patrologia nel Seminario teologico di S. Salvatore (1950-59), Maestro dei Chierici in S. Salvatore (1950-52), Maestro dei Fratelli (1950-59). Insegnante di Storia della Palestina nel Seminario filosofico di Betlemme e di Storia civile e di Religione nel Collegio Serafico di Emmaus, Responsabile del Laboratorio Foto-zincografico di S. Salvatore (1957-68), Direttore di La Terra Santa e a poi Vice Direttore della medesima Rivista (1957-68).

I compiti di direttore del laboratorio fotozincografico e della Rivista La Terra Santa furono assolti da lui con passione, competenza, fantasia, gusto e gli diedero lo spunto per diverse interessanti pubblicazioni tra le quali una collezione di numerose diapositive in colore corredate da fascicoli esplicativi, alcune guide popolari e di un volumetto sulla Custodia. Inoltre collaborò alla realizzazione di vari documentari cinematografici sui Luoghi Santi. L’ultima sua opera fu il volume sulla Terra Santa "Sulle orme di Gesù" edito nel 1997.

Nel 1968 veniva eletto Guardiano del Convento della SS. Annunziata a Nazaret e rettore della Basilica; veniva rieletto nel 1971. Durante il suo Guardianato a Nazaret è stata solennemente consacrata la nuova Basilica dal Card. G. Garrone (Marzo 1969). Il Guardiano ha dovuto provvedere al vitto e all’alloggio dei numerosi ospiti che in questa occasione affluirono al convento e a tutta l’organizzazione della solenne cerimonia. Tutto riuscì bene con grande soddisfazione di tutti. Poco tempo dopo egli ha provveduto anche al vitto e all’alloggio dei Commissari di T.S. che a Nazaret hanno celebrato il loro primo congresso (Novembre 1969).

Egli ha sistemato anche il tesoro della Basilica: reliquiari, vasi sacri e paramenti liturgici, ha creato un museo di alcune cose peculiari e antiche e ha fatto fare una nuova installazione della luce elettrica nel convento. Ha fatto sistemare una raccolta di stampe antiche relative a Nazaret e al convento e al Santuario dell’Annunciazione nell’ambiente collaterale alla sacrestia. Infine per l’occasione della consacrazione della Basilica ha fatto apporre nell’atrio della medesima una lapide con due medaglioni con l’effigie dell’Emiro Fakhr ed-Din e del P. Custode Tommaso da Novara a ricordo della donazione del Santuario fatta dall’Emiro al medesimo. Durante il suo Guardianato a Nazaret ha avuto parecchi incarichi delicati: nel 1972 è stato nominato Visitatore delle Clarisse di Nazaret e dopo la visita eletto Superiore delegato dello stesso Monastero; parimenti nel 1972 è stato nominato dal Discretorio di T.S. Delegato custodiale per trattare col Delegato della Provincia francescana di Assisi su quanto riguardava il passaggio della Missione di Rodi alla Custodia; nel 1973 è stato nominato Visitatore generale della Missione toscana in Turchia e Grecia; in data 26 Settembre 1973 è stato eletto Presidente custodiale e ha retto la S. Custodia per un mese e mezzo cominciando dal 5 Ottobre; e ora è stato eletto Custode di T.S. dal Definitorio generale in data 17 Maggio 1974, avendo riportato già nella prima votazione dei Religiosi della Custodia 149 voti e cioè qualche decina di voti oltre la maggioranza assoluta; ha preso possesso del nuovo ufficio il 28 dello stesso mese.

Durante i suoi 46 anni di permanenza in Terra Santa, oltre al disimpegno dei suoi numerosi uffici, ha tenuti molti corsi di Esercizi spirituali in Giordania, Israele, Cipro, Libano, Siria ed Egitto. Ha contribuito efficacemente all’edizione di parecchi Numeri unici della Custodia, ha pubblicato una Piccola Guida illustrata di Terra Santa e la sua opera maggiore "Cristo nella sua Terra", Filmine e Diapositive, con 526 quadri a colori del formato 24 x 35, foto e testo, opera che ha riscosso lusinghieri apprezzamenti e che è stata tradotta già in tre lingue e largamente smerciata (Cfr. Acta Custodiae Terrae Sanctae, XVII (1972), nn. 3-4, pp. 138-140).

Nel 1974 fu nominato Custode di Terra Santa. Nel 1976 fu invitato personalmente dal Catholicos degli Armeni in Armenia e fu ospite nella Chiesa ortodossa di Mosca. Visitò tutte le nazioni e le opere della Custodia e tutti i Commissariati di Terra Santa volendo che ogni religioso sentisse la vicinanza morale e reale dei Superiori nell’incoraggiare e apprezzare la loro opera. Nel 1980 corse il rischio di essere riconfermato Custode. Si oppose con tutte le sue possibilità. Era cosciente che si andava "incontro a tempi nuovi e la Custodia non poteva permettersi il lusso di tempi di transizione".

Dopo il mandato



Ebbe anche la fiducia dei superiori maggiori che sia prima che dopo il suo sessennio da Custode lo nominarono Visitatore generale in Turchia e Grecia, al Pontificio Ateneo Antoniano a Roma, in Egitto. Dal 1984 al 1987 prestò la sua preziosa opera come Delegato generale per il Pontificio Ateneo Antoniano in Roma e per Grottaferrata. Al termine di questo suo delicato incarico il Ministro Generale lo ringraziò. Per quanto aveva fatto con competenza, fedeltà e generosità.

Scaduto il suo mandato come Custode chiese di andare a Rodi. A chi gli chiese perché aveva scelto l’esilio rispose che era il modo migliore per lasciare piena libertà di azione al nuovo governo. Voleva "torare ad essere un semplice frate come tanti altri… Son pronto a rientrare tra la file - con gioia e serenità di spirito - disposto sempre a dare il mio contributo, nelle forme più semplici e più modeste, secondo le mie possibilità per il bene della Custodia, alla quale, — senza nulla togliere alla mia Provincia madre — sono profondamente attaccato".

Nel 1986 fu destinato a Milano come direttore del centro Propaganda e Stampa di T.S. e nel 1987 fu nominado dal Definitorio generale membro della Commissione "per lo studio dei problemi giuridico-amministrativi ed economici del Pontificio Ateneo Antoniano". Nel 1993 decise di far ritorno in Provincia in un convento isolato. Nell’accomiatarsi dalla Custodia scriveva: "Alla Custodia devo tutto e penso di aver cercato… di servirla meglio che potevo. Però per me si tratta di una necessità… Ho lasciato da parte cose più necessarie per la vita di un uomo".

Rientrato in Provincia venne destinato al convento di Mellea e nel 1994 fu fatto Definitore provinciale. Nel 1997 fu trasferito nel convento di Saluzzo dove, dopo una breve e grave malattia, si spense serenamente. P. Maurilio aveva 82 anni di età, 65 di professione, 58 di sacerdozio, 46 di servizio.

Il suo comprovinciale P. Franco Valente, che lo conosceva bene, ha scritto su di lui ne "La Terra Santa" (luglio-agosto 2001, 1 e ss) un suo apprezzamento sulle doti e talenti del defunto e tra l’altro quanto segue: Ebbene, nonostante tu conoscessi certamente la gravità della tua malattia, eri quello di sempre. Ti rivedo mentre mi viene incontro col tuo passo svelto, quasi incurante dello sforzo che quella "corsa" ora ti doveva costare, lungo il corridoio dell’antico chiostro,e risento il tuo "Ehilà, come andiamo"" detto col solito tono insieme festoso e po’ marziale e con gli occhi che lanciano" uno sguardo che doveva essere ancora quello del ragazzo sempre allegro, aperto e sicuro di sé…

Sentendo parlar di te in questo modo, mi sono reso conto che in fondo ti ho conosciuto assai poco. Colpa certamente… dell’umiltà francescana, e un po’ anche della tipica riservatezza piemontese. Non eri davvero uno di quelli a cui piace "raccontarsi"! Né ti ho mai visto e sentito far pesare in qualche modo a chicchessia il tuo "glorioso passato". Ti sei sempre comportato in mezzo a noi come "un semplice frate… un frate qualsiasi": quello che al giungere al termine del tuo servizio di Custode di T.S. (ma anche in altre occasioni), hai scritto che eri desideroso di tornare a essere. Riservatezza a parte, amavi stare in compagnia, e starci in modo francescanamente lieto e sereno, dicendo peraltro cose sempre ben ponderate.

Allora mi sono detto: Ma chi era veramente padre Maurilio" Andiamo un po’ a vedere cosa scriveva su "La Terra Santa" quando ne era il direttore. Così mi sono messo a sfogliare un grosso volume in cui si trovano rilegati i numeri delle annate 1957-1959. Non vorrei offenderti, ma… non pensavo che scrivessi così bene, in modo così efficace! Direi che la tua scrittura ha la nitidezza delle tue fotografie in bianco e nero e anche di quelle a colori. Non dimentichiamo infatti che per molti anni fosti anche responsabile del laboratorio foto-zincografico della tipografia della Custodia di T.S. e che eri un vero professionista della macchina fotografica. Basta osservare anche una sola delle innumerevoli fotografie che hai scattato per ogni dove della Palestina e delle regioni limitrofe per capire molto del tuo rapporto d’amore con la Terra Santa, e cioè che il tuo era veramente un vedere Gesù, il Gesù dei Vangeli, in questi paesaggi e in questi ambienti umani (villaggi ecc.) che, effettivametne, erano allora ancora gli stessi, o quasi, che erano stati testimoni delle tappe salienti della vita del Signore.

Tu stesso scrivi: "Sembra quasi che nella terra ove Giosuè fermò il sole, il Signore, con nuovo e continuo miracolo, abbia fermato il tempo". Così che la Terra Santa "non ci racconta episodi nuovi, ma ci offre la possibilità di mettere meglio a fuoco la figura di Cristo, collocandola nel suo contesto storico, geografico e ambientale". Quindi in Terra Santa "ci si avvicina al Signore senza l’interposto di diaframmi, si ritrova il suo vero volto, non quello oscurato o deformato dalla speculazione scientifica o da una mistica a buon mercato". Questo atteggiamento ti apriva a ricevere abbondanti dosi di "grazia dei Luoghi Santi" e ti rendeva un convinto quanto convincente assertore di questa stessa grazia. Del resto bastava guardarti in una celebrazione al Santo Sepolcro o nella Grotta della Natività — le foto non mentiscono! — per avere, relativamente alle predette tue parole, la migliore dimostrazione e conferma.

Un religioso mi disse una cosa che merita certamente di essere riferita. Disse che quando fosti eletto P. Custode di Terra Santa, la prima cosa che facesti fu andare a pregare Dio - chiuso per diversi giorni in un piccolo convento fuori mano - che ti desse l’aiuto necessario a portare la "croce" che i tuoi confratelli ti avevano posto sulle spalle.

Qui in Terra Santa, come certamente sai, sono ancora parecchi quelli che ti hanno conosciuto e serbano un ottimo ricordo di te. Non è raro che nelle nostre conversazioni qualcuno faccia il tuo nome e ci racconti qualcosa di te. Naturalmente tutti ti ricordano anzitutto come colui che è riuscito a "eliminare" tutti i cosiddetti "privilegi nazionali" che c’erano nella Custodia da secoli, il che richiese il superamento di non poche difficoltà e resistenze. Inoltre ti ricordano come una persona di grande senso pratico (difatti andavi subito al nocciolo della questione e cercavi di arrivare altrettando rapidamente al… "dunque", spesso riuscendoci); come uno che dava fiducia agli altri; ricordano anche che a tavola era più il tempo che passavi andando a "visitare" i vari confratelli che stando nel… dorato isolamento del tuo "stallo" di Reverendissimo. So anche che saresti stato riconfermato a furor di popolo, se avessi accettato…

Eppure il tuo Custodiato - me lo hai detto tu stesso - fu un periodo particolarmente critico per la Custodia di T.S., di accese discussioni e di contrasti anche all"interno di essa. Se potesti uscirne vincitore fu in buona misura grazie al tuo grande equilibrio, al tuo grande attaccamento alla Custodia e alla tua regola che era di quella di mettere sempre tutto nero su bianco e con la precisione di un archivista. E sì che, prima di essere eletto Custode, non fosti mai non dico Segretario (quasi sicuro prossimo Custode), ma neppure Discreto di T.S.!

Sono passati tanti anni, ma i tuoi articoli sembrano scritti oggi, e non solo per le analogie sul piano della situazione politica a cui abbiamo fatto cenno qui sopra. Un linguaggio che è già quello di oggi, idee ovviamente… chiare e distinte, discorsi che filano: la tua pagina con cui si apre ogni numero della rivista si legge in meno di due minuti, ma arriva dritta dove deve arrivare ed è impossibile che lasci tutto come prima… Mi pare però che la tua penna il meglio di sé lo dia quando si tratta di difendere i diritti dei cristiani di Terra Santa contro le manovre di certi gruppi o gruppetti di "oltranzisti": mi riferisco in particolare all’articolo "Trionfante razzismo" apparso sul numero di ottobre 1957. Lo firma un certo Pr. Nathan A., ma so da fonte sicura che questo è uno pseudonimo che il suo vero autore sei proprio tu.

Caro padre Maurilio, so che anche nel tuo incontro con sorella Morte ti sei dimostrato un vero figlio di san Francesco. Sono convinto che nessuno si sarebbe, per così dire, scandalizzato se, in quegli ultimi momenti, ti fossi rivolto ai presenti facendo tue le famose parole: "Io ho fatto la mia parte, la vostra ve la insegni Cristo" (Leg. mag. 14,3). Mi piace immaginarti ora col volto nuovamente illuminato dal sorriso pieno, senza la minima ombra, persino un po’ spavaldo che vedo, ad esempio, in tutte le foto che ti ritraggono da P. Custode in mezzo a un gruppo di confratelli e che mi fa venire subito in mente il salmo che dice: "Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!" (Sal 133,1). Il tuo "segreto", del resot, lo conoscevano tutti: "Il sistema migliore per vivere bene, sereni e di comune accordo è ancor sempre quello di lavorare molto e di chiacchierare poco" e: "Il mezzo rimarrà sempre mezzo, quello che conta è la carica che viene dallo spirito".

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All the Saints of the Seraphic Order Bethlehem: 11.30 Solemn Entrance (Custos) – 13:45 1st Vespers

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24/12/2014 CELEBRATIONS

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