Giuseppe della discendenza di Abramo e dalla stirpe di Davide

Giuseppe, discendente di Abramo, dalla stirpe di David, fu scelto da Dio per essere lo sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Fu nella città di Nazareth in Galilea che il falegname, l’umile lavoratore, ha compiuto la sua missione.

La tradizione antica individua la casa e il possibile laboratório di falegnameria nella cripta della chiesa a lui dedicata, localizzata nel complesso della Basilica dell'Annunciazione, che comprende anche il luogo dove l’angelo del Signore portò l’annunzio a Maria.

Fr. BRUNO VARRIANO, ofm
Guardiano e Rettore della Basilica dell'annunciazione Nazareth
“Per questo troviamo questa memoria di San Giuseppe la Sacra Famiglia che dopo il ritorno dall'Egitto si recarono qui. E qui Gesù ha vissuto l’esperienza famigliare, la esperienza di avere un padre e una madre e fare l’esperienza di essere figlio, essere educato, crescere in età, sapienza e grazia come ti dice il Vangelo”.

La commemorazione del giorno di San Giuseppe ha visto la presenza di Fra Francesco Patton, Custode di Terra Santa, il quale ha presieduto la messa solenne nella parte superiore della Basilica a Nazaret. Nella sua omelia il Custode ha sottolineato che Giuseppe ha avuto un compito molto importante nella nascita di Gesù, perché lo ha introdotto nella genealogia di Abramo e nella stirpe di Davide. Ha avuto il compito di “dargli il nome” cioè – diremmo oggi – di iscriverlo all’anagrafe e introdurlo nella storia del suo popolo e quindi dell’umanità.

Fr. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“Anche noi da Giuseppe dobbiamo imparare a fidarci di Dio ma anche a affidarci poi di quello che sta avvenendo dentro la vita di tante altre persone, a credere anche quando e’ difficile credere. Da Giuseppe impariamo a ricevere Gesù e Maria come dono e a farle spazio dentro la nostra vita in modo tale che il regno di Dio entri nella nostra vita. Con Giuseppe impariamo anche a vivere le situazione difficile, come i momenti di esilio, di lontananza penso in questo momento ai milioni di rifugiati, di esiliati dell’Ucraina in queste ultime settimane, ma da tanti anni della Siria, da tanti paese dell’Africa e dell’Asia, dall’America Latina. Giuseppe direi ci insegna anche a prenderci cura come ha fatto lui con Maria e il Bambino di quelli che vivono questa terribile e tremenda situazione”.

Francescani, religiosi, cristiani locali e pellegrini hanno partecipato alla celebrazione in onore del Patrono Universale della Chiesa. Al termine della celebrazione eucarística i celebrante e i fedeli hanno raggiunto processionalmente la Cripta della Chiesa di San Giuseppe, dove il Custode di Terra Santa ha benedetto tutti con un’icona.

Pe. SÓSTENES CHAVES
Comunità Canção Nova
“La mia esperienza oggi con san Giuseppe e’ di sentirmi figlio come Gesù, e anche con lui figlio della speranza e figlio della fede come ha parlato il Custode nella sua omelia: “che siamo chiamati in questo tempo ad avere fede e sapere che gli erodi passerano ma la fede in Dio durera’ per sempre”.

Dopo la cerimonia i francescani di Nazareth hanno avuto un altro atto significativo di celebrazione.

Fr. BRUNO VARRIANO, ofm
Guardiano e Rettore della Basilica dell'annunciazione Nazareth
“Abbiamo avuto anche la grazia di rinnovare il convento con l’aiuto di tanti benefattori e abbiamo proprio affidato alla custodia premurosa di San Giuseppe questi restauri questi lavori e la provvidenza non ci e’ mancato e per questo era giusto di benedire alla conclusione di questi lavori proprio nel giorno di San Giuseppe”.

 

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